Una petizione online per contrastare le truffe di Ziinga

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Le leggi tutelano i consumatori? Sulla carta possiamo avvalerci di lunghe e complesse norme che disciplinano in modo estremamente meticoloso i doveri di chi vende e i diritti di chi acquista. Poi quando ci si imbatte con la realtà, non è affatto raro trovarsi soli e senza alcun sostegno legale nel caso in cui siamo vittime di truffe e raggiri.

Questo è quanto sta assurdamente capitando a tutte quelle persone che hanno avuto la malasorte di iscriversi a Ziinga e di acquistare puntate per aggiudicarsi gli agognati prodotti nel palinsesto.

Ziinga ha la sede legale in un vero e proprio paradiso fiscale, da dove pare possa agire indisturbato senza il rischio che le autorità competenti mettano loro il bastone fra le ruote. Ma è proprio in questi termini? Probabilmente no, prima o poi chi di dovere interverrà come è capitato con altre realtà ben più protette, tuttavia nel frattempo questo fantomatico sito di aste al centesimo continua iperterrito a mietere vittime.

Che deve fare l’utente che si è trovato un addebito non autorizzato sulla carta di credito, o altri simili frodi da parte di Ziinga? Oltre che bloccare la carta, onde evitare ulteriori addebiti, non crediamo abbia altre strade da intraprendere. Avvisare la polizia postale? Perchè no, ma francamente che risultati concreti si possono ottenere?

Un gruppo di vittime ha deciso di pubblicare una petizione online con lo scopo di raccogliere almeno 3000 firme. L’obiettivo concreto di questa petizione è di raggiungere il maggior numero di persone, così da informarle che Ziinga non è assolutamente una realtà corretta e trasparente. Quindi, dal momento che i tempi richiesti per oscurare questa terrificante azienda sembrano lontani, allora non resta che adottare la saggia e lungimirante strategia preventiva basata sul passaparola via internet.

Nel periodo storico in cui ci troviamo, dove sembra che le autorità siano seriamente preoccupate nel tutelare i diritti legali di aziende, prodotti, marchi e così via, con censure più o meno discutibili, è un paradosso illogico che la voce dei consumatori venga ignorata o ascoltata con immotivato ritardo.

Non ci resta che sperare in iniziative come questa, augurandoci che portino i frutti sperati. Se almeno non si è stati in grado di far valere i propri diritti, si faccia in modo che altri non si ritrovino nella medesima angosciante situazione.

Clicca qui per accedere alla pagina della petizione.

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