AstaMonitor!?! No Comment

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A poco più di due settimane dal nostro articolo sul Software AstaMonitor torniamo a parlare dell’argomento. Indipendentemente da quanto affermato o promesso dai programmatori del software, è evidente come alcune domande e ripercussioni abbiano preso forma, e questo nuovo momento di approfondimento non richiede molta fantasia per dipingere uno scenario serio ed inquietante.

Innanzitutto c’è da dire che da un paio di giorni è online il nuovo sito di AstaMonitor, e si può registrare un grande salto in avanti. Sono state aggiunte le FAQ, Termini e Condizioni ed Informazioni Legali. La Partita Iva invece ancora nulla perché, come affermato dai titolari, rientrano nel regime dei minimi. Attendiamo di vedere l’evoluzione dei servizi ed i feedback degli utenti che stanno già utilizzando il Software.

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Sbrigati i convenevoli del caso passiamo ora a parlare di quello di cui invece ci preme realmente: la fredda reazione di tutti i siti chiamati in causa da Astealcentesimo.net. Abbiamo tentato in queste settimane di porre delle domande più che legittime a Bidooa PrezziPazzi ed a WellBid, ma nessuno è stato così gentile da voler rispondere. Questo silenzio solleva molti dubbi e ci costringe a dover riportare purtroppo in maniera incompleta, una spinosa vicenda. Ci sono delle domande che è legittimo porsi, e soprattutto sottoporre ai titolari dei siti interessati dal software in questione. I quesiti sono da una parte di natura tecnica, ma soprattutto sono un richiamo alla responsabilità a cui i siti di aste sociali non possono sottrarsi. Chiaramente molti utenti saranno contenti di poter utilizzare il software per essere sicuri di non giocare contro dei Bot. Stessa cosa è presumibile da parte di quei siti che non hanno nulla da nascondere e che sanno di essere monitorati. Ma la sensazione di sollievo non è destinata a durare e le seguenti domande cominceranno a diffondersi.

Per prima cosa ci chiediamo: è eticamente corretto che un cliente usi il software contro uno che non ne è in possesso? Ovviamente ognuno gioca per vincere, e fino ad oggi tutti i dati in possesso dei singoli partecipanti erano il frutto di lunghe osservazioni, o di un perspicace istinto. La strategia inoltre si basa in buona parte sui dati in possesso al momento di dover prendere una decisione, e con l’uso del Software i dati su cui basarsi, sarebbero molto più accurati ed attendibili. Questo crea uno squilibrio o come chiamato in gergo finanziario gap informativo. Le probabilità di successo senza software vengono drasticamente ridotte rispetto a chi può studiare con accuratezza le strategie degli avversari.

Ancor peggiori però sono le ripercussioni per chi deve garantire le probabilità di successo: i siti di aste al centesimo. A coloro sono chiamati in causa dal Software AstaMonitor abbiamo chiesto: come intendete proteggere i giocatori che non utilizzano il software o che non ne sono a conoscenza? E di conseguenza: come intendete porvi nei confronti dei clienti che usano il software sul vostro sito? La complessità della tematica rischia di sfuggire di mano, e di creare uno strappo nella fiducia che si è instaurata tra i clienti. E’ prevedibile infatti che sempre più giocatori professionisti riescano a vincere ottimizzando le puntate investite, così come è altrettanto prevedibile che ci siano molti principianti le cui opportunità di vincita verranno quasi azzerate. In un ecosistema predatori e prede coesistono da sempre, ma se mettiamo degli squali in una piscina è normale che non c’è scampo per nessun altro pesce. In poco tempo si rischia di non avere altro che squali che tra di loro si aggrediranno solo quando saranno rimasti gli unici a giocare. Arrivati a questo punto però sarà troppo tardi: nulla può ripristinare l’ecosistema compromesso.

L’ultima domanda a cui abbiamo atteso invano una risposta è stata: avete modo tecnicamente di scovare ed eventualmente bannare chi usa il Software? Questa rimane forse l’unica speranza di poter proteggere le faticosamente costruite community. Un’altra alternativa, sicuramente poco praticabile a livello tecnico, è di rendere tutti i dati riguardanti le aste, le puntate ed i partecipanti disponibili. Qui il limite più grande è sicuramente rappresentato dalle enormi dimensioni dei database che tengono traccia di milioni di bid. Rendere questi dati accessibili ed interrogabili rischia di compromettere la stabilità dei sistemi che potrebbero bloccarsi di fronte a ricerche troppo impegnative per i server, e sempre per motivi tecnici e di sicurezza non potrebbero mai essere in diretta, cosa che invece il Software promette.

Permetteteci di concludere questo articolo con l’augurio che questa sia l’ultima volta che, vista la serietà delle domande, chi deve rispondere, lo faccia con un triste e ambiguo: No Comment!

7 thoughts on “AstaMonitor!?! No Comment”

  1. guest scrive:

    Ma scusatemi come può funzionare un software che presuppone un’invasione di privacy totale del sito nonchè un presunto collegamento all’account dei vari utenti partecipanti alle aste, dato che si millanta di poter venire a conoscenza dei vari dati come puntate e altre cose varie?? cioè che si sa di questo fantomatico software??

    1. Tento di risponderti. In primo luogo i dati sono in teoria “accessibili a tutti”, è come se una persona si mettesse a contare e segnare tutte le puntate utilizzate e fosse in grado di tenere il conto in tempo reale. Non c’è quindi una invasione della privacy, ma sicuramente la tua domanda su cosa si sappia di questo fantomatico software è più che legittima.

    2. astamonitor scrive:

      Salve a tutti, scrivo per conto di AstaMonitor. 1) il programma non invade la privacy di nessuno in quanto non chiede all’utente nessun dato riguarda al suo profilo/account nel sito di aste che sta monitorando. 2) è vero che la prima versione non offre la possibilità di provarlo, ma la licenza base costa solo 7 euro con la possibilità di essere rimborsati entro 10 giorni. Nella seconda versione del programma ci sarà anche la versione di prova. 3) prima di arrivare a certe conclusioni, io personalmente avrei dato una occhiata/lettura veloce al http://www.astamonitor.com/faq , per vedere e capire meglio di cosa si tratta.

  2. Guest scrive:

    Ecco scoperta la truffa di astamonitor!
    La finestra di PayPal che si apre per pagare non è su un browser ma in realtà è una copia fatta da loro, così ti prendono username e password di paypal (o i tuoi dati della carta di credito) e ti svuotano il conto!

    1. Ti abbiamo contattato via mail per approfondire l’argomento.

    2. Astamonitor scrive:

      Quello che hai scritto è del tutto falso. Paypal a quest’ora avrebbe già bloccato il conto di astamonitor se questo fosse vero. Se è vero quello che dici, perché non pubblichi il link della presunta pagina “fake”? Fai pena…E con molta probabilità scrivi per conto di qualche sito di aste “infastidito” dal fatto che ora gli utenti possono vederci chiaro…ma aspettate che esca la seconda versione…i vostri bot hanno la vita breve.

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