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Aste al Centesimo, tutte le risposte

Vincere è da sempre un richiamo forte per chi vuole fare affari d’oro. Le promesse di beni tecnologici di valore a pochi euro è stato il richiamo per molte persone che si sono avvicinate ai siti di aste al centesimo attivi in Italia. Il sistema è coinvolgente, i prezzi accessibili, ma come in tutte le aste c’è il rischio che l’affare non lo facciano tutti.

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Lo slogan è quasi sempre lo stesso: tantissimi prodotti nuovi con sconti fino al 90%. Il web gradisce e nasce il fenomeno delle Aste al Centesimo. Molti siti spuntano come funghi, alcuni professionali, altri dilettanti allo sbaraglio, altri ancora con chiari intenti truffaldini, ma ciò nonostante il mercato continua a crescere, perché la promessa di fare un ottimo affare è più forte dello scetticismo iniziale. Tutto sta nel capire il meccanismo di funzionamento che c’è dietro e che spiega come la società venditrice, nonostante i grandi sconti non sia in perdita, o almeno non lo sia per definizione. Il nome di questo particolare sistema di aste viene dall’inglese penny auctions che a sua volta deriva dal funzionamento della formazione del prezzo.

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Il Funzionamento

L’asta di questo tipo è innanzitutto a tempo. Questo perché vi è un timer che segnala un’asta attiva e che ne decreta la chiusura. Poi c’è il prezzo, che parte da 0,01 € ed ad ogni rilancio (chiamato puntata) aumenta di 1 centesimo. Questo tipo di asta è detta anche a pagamento perché per partecipare alla formazione del prezzo e poter rilanciare è necessario avere in precedenza acquistato dei crediti (chiamati puntate o bids). Il costo di quest’ultimi varia da sito a sito ma si aggira mediamente tra i 20 ed i 50 centesimi. Ma veniamo all’asta vera e propria. Quando parte l’asta il timer segna un intervallo di secondi mediamente inferiori al minuto (il più delle volte tra i 15 ed i 30 secondi). Questo conto alla rovescia segnala il tempo rimanente che si ha a disposizione per rilanciare. Ad ogni rilancio il timer riparte con il suo countdown fino a quando nessuno dei partecipanti rilancia ed il timer chiude l’asta. A questo punto l’ultimo partecipante ad aver rilanciato vince il premio ed il costo è di solito di pochi euro. Ovviamente per raggiungere ad esempio un prezzo finale di 15,69€ significa che ci sono stati 1569 rilanci che ad una media di 30 centesimi hanno fatto incassare all’azienda 470,70€. Se il prodotto messo in palio costa al sito meno di 486,39 (puntate incassate + prezzo finale) ci sarà stato un ricavato. I giocatori a loro volta possono potenzialmente anche con una sola puntata vincere ed avere speso nel nostro esempio 15,99€ (prezzo finale + 1 puntata) per un oggetto dal valore di svariate centinaia di euro. L’ultima parte chiamata in causa sono i giocatori che hanno partecipato e non hanno vinto, tutti loro hanno perso per un totale dei rilanci effettuati. Nel nostro ipotetico caso, tutti gli altri giocatori avrebbero in totale perso 470,40€. Questo è il funzionamento di base che accomuna  tutti i siti anche se esistono molti modelli di aste che possono prevedere prezzi di riserva, prezzi bloccati, possibilità di comprare l’oggetto scalando le puntate dal prezzo di acquisto e recuperando così la perdita, aste per principianti ecc..

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Le Animazioni

Per rendere tutto più semplice ed intuitivo si è ricorsi sin da subito alle animazioni ed a degli spot in grado di spiegare facilmente il meccanismo di aggiudicazione ed al tempo stesso gli slogan aziendali. Ovviamente ogni sito ha tentato di fare del suo meglio ma non sempre i risultati sono stati all’altezza delle aspettative. Qui di seguito riportiamo quelli che secondo noi sono stati i peggiori tentativi di promuovere dei siti di aste al centesimo. Partiamo dalla posizione più bassa del podio. Qui troviamo lo spot di LastBid. Oltre alla bassa qualità del video anche l’audio lascia molto a desiderare. Vi invitiamo a prestare particolare attenzione all’enfasi dello slogan finale.

Al secondo posto c’è quella del sito Hippobids la cui qualità lascia molto a desiderare e non vi è nessuna voce fuori campo o musica in sottofondo. Il silenzio accentua ancora di più la poca professionalità mostrata nel montaggio, inoltre, leggendo le didascalie ci chiediamo: Ma l’utente Francy è per forza una donna?

Ma il vincitore incontrastato è lo lo spot di Lovebid, in questo caso non vi diamo suggerimenti se non fare attenzione allo slogan che chiude questo breve ma intenso spot. Qualcuno è in grado di dirci dove stava cercando di scappare il venditore?

Archiviata questa parentesi vi invitiamo sempre a guardare gli spot e le animazioni proposte per capire qual’è il livello sia di professionalità che di risorse dietro alla facciata di qualunque sito.

 Tutto Legale?

Uno degli articoli più rimbalzati in rete del nostro portale riguarda quanto le Aste al Centesimo siano legali in Italia che vi invitiamo a leggere. In breve si può affermare che vi è una netta distinzione tra giocatore ed azienda. Nel nostro Paese infatti non è illegale partecipare a questo tipo di aste, ma lo è senza alcun dubbio organizzarle. Molti esperti hanno confermato ciò è chiunque decida di continuare la propria attività in maniera illegale è libero di farlo, del resto succede spesso che vengano tollerate o ignorate fino a quando non si verificano delle irregolarità e denunce. La maggior parte dei grandi siti operanti (così come Ebay ad esempio) non hanno sede legale in Italia ma all’estero per via della nostra legislazione complessa e non al passo con i tempi. Il consiglio prima di giocare o acquistare crediti è quello di verificare la presenza di una partita iva o di un numero di registro dell’impresa e verificare che sia presente in qualche sito istituzionale. Per fare ciò basta fare copia/incolla su Google e vedere cosa salta fuori. In alternativa è possibile risalire al nome dell’azienda controllando le policy della privacy. In questo caso si può trovare un nome ed indirizzo fisico da controllare.

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 Come vincere alle Aste al Centesimo

Un altro tema molto caro e sempre molto in voga è quello dei consigli per vincere o per riuscire ad avere un qualche vantaggio sugli altri partecipanti all’asta. Molti micro-siti e blog si sono occupati dell’argomento, così pure Astealcentesimo.net. I fattori più importanti sono:

  • l’anzianità del sito che decreta il livello e la numerosità degli avversari
  • attenta osservazione degli orari dove si chiudono più aste
  • ponderare bene l’uso di puntate automatiche e manuali a seconda della situazione e strategia
  • studiare con cura i propri avversari
  • ricorrere all’uso di puntate a pagamento oltre che di quelle gratuite
  • decidere in anticipo la somma massima che si intende investire
  • non esagerare

In riferimento a quest’ultimo punto alcuni siti hanno adottato misure per impedire a dei giocatori vincenti di vincere troppo a scapito di tutti gli altri, ma dei sistemi di auto-esclusione o limitazione su base giornaliera o mensile non sono ancora stati adottati.

aste al centesimo 2014

Le Testimonianze dei Vincitori

Uno dei sistemi più affidabili per controllare la reputazione di un sito è dato dalle video-testimonianze fatte dai vincitori.  I primi video a comparire infatti la dicono lunga sull’etica del sito. Molto spesso giocatori con maggiore esperienza si precipitano a puntare in siti nuovi o non ancora affermati. Con la loro bravura riescono in questo modo a fare ottimi affari e grazie agli incentivi dei vari siti ad inviare dei video sono sempre ben lieti a farli in cambio di puntate gratuite. L’essere presenti in molti siti inoltre garantisce la veridicità e l’autenticità delle vincite. Un fenomeno da osservare con attenzione è la presenza o meno nel tempo dei cosiddetti volti noti. Se da un lato un aumento di giocatori diminuisce le loro possibilità di vincere con costanza, una loro totale assenza dovrebbe far riflettere sul perché abbiano presumibilmente smesso di giocare. Inoltre il numero medio di video pubblicati in periodi di tempo simili dovrebbe essere simile dopo una iniziale fase di assestamento. Se i video iniziano a scarseggiare, ma il palinsesto delle aste è rimasto invariato c’è da chiedersi chi rinuncia alle tanto sospirate puntate gratuite. Infine è utile notare se i video sono o meno attendibili prendendo in esame voci simili con facce non inquadrate, illuminazione simile e persone diverse, luoghi simili e vincitori diversi (ad esempio la stessa scrivania viene usata per più video o cose del genere). Nulla di tutto ciò può essere conclusivo ma senz’altro concorre a potersi fare un’idea di quanto potersi fidare di un sito.

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I maggiori competitori del mercato

Come si evince facilmente consultando la lista siti, in questi anni molti imprenditori hanno provato a cimentarsi con un sito di Aste al Centesimo, ma per 20 che sono attivi più di 80 hanno fallito miseramente. Di questi venti però ci sono dei big che hanno un peso ed un’influenza particolare nel mercato italiano. Questo accade sia per la differente strategia di marketing sia per i differenti capitali a disposizione per campagne pubblicitarie. Il primo sito a sbarcare in Italia è made in UK e si chiama Madbid. Oltre ad aver investito in campagne di acquisizione con i maggiori network europei ha anche promosso campagne in Italia sulla carta stampata (principalmente quotidiani). Il punto di forza sono stati da sempre i grandi premi (automobili per lo più) ed i più di 2 milioni di clienti registrati. Segue Bido capace di puntare negli anni su una struttura societaria anch’essa inglese, una costante attenzione alla grafica e molte testimonianze. In terza posizione troviamo PrezziPazzi, ancora una volta con sede a Londra ma un know-how italiano. L’azienda ha da subito puntato tutto sui social network e sulle testimonianze tanto da diventare anche vittima di parodie più o meno riuscite. Chiude la lista dei big Wellbid capace di imporsi anche grazie a spot televisivi e moltissime testimonianze (non video) in tutta Europa.

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I consigli più preziosi

Una volta trovato un sito di aste che dimostra di essere affidabile cercate immediatamente il contatto con il supporto clienti. La loro disponibilità e velocità possono essere un grande passo in avanti quando ci si ritrova ad avere qualche problema. Il buonsenso è anch’esso un ottimo strumento da utilizzare specialmente nel caso in cui vi siano dei disguidi, o inesattezze il consiglio è di aprire immediatamente un contenzioso su PayPal in modo da porvi in una situazione di vantaggio.

 

 

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4 Comments


  1.  
    Mario

    Nei consigli preziosi non ho visto nemmeno uno prezioso.
    Pagare con paypal non vi offre nessuna protezione. Come specificato anche sul sito stesso, paypal non offre protezione per acquisto di Offerte/Bid/Puntate…ect..

    Quali vendite non sono coperte?
    La protezione non si applica in caso di vendita di beni intangibili o digitali (e-book, brani musicali, ecc.) e servizi; se l’oggetto venduto non corrisponde alla tua descrizione; se consegni un oggetto di persona o se lo spedisci in modo non tracciabile.

    https://www.paypal.com/it/webapps/mpp/paypal-safety-and-security




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      Mario

      Quali acquisti non sono coperti?
      La protezione non si applica in caso di beni digitali o servizi (e-book, brani musicali, ecc.), proprietà, veicoli (di qualsiasi genere), articoli su misura, biglietti di viaggio, e tutti gli oggetti pubblicizzati su “eBay annunci”. La Protezione acquisti non copre, inoltre, gli oggetti acquistati di persona o il denaro che invii a familiari e amici. È necessario presentare una contestazione entro 45 giorni dall’acquisto.




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      Concordo. Quando si tratta di aste al centesimo, la protezione via Paypal e praticamente nulla.Ci sono cascato parecchie volte su Madbid e Wellbid. Leggete tutto due volte prima di spendere soldi!




  2.  

    ciao segnalo bidpenny.net in arrivo





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